…Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima…

di Andrea Pastorini

Seguite, minacciate, controllate.

Uccise.

E’ questo il futuro in cui vogliamo veder vivere le nostre atlete?

Nel solo 2023 già oltre 100 donne sono decedute per reati riconducibili al femminicidio.

Troppe.

Ma sembra siano troppo poche perché si decida di fare davvero qualcosa per fermare questo fiume silenzioso che viene mostrato solo quando si tinge di rosso, ma che è in realtà un fiume immenso, fatto di violenze sistematiche sulle donne per perpetuarne la subordinazione ed annientarne l’identità fino quasi alla schiavitù psicologica, situazioni che purtroppo rimangono taciute, in gran parte chiuse dentro le mura di casa. Spesso per vergogna, ancora più spesso per paura. Spesso perché si spera che prima o poi torni una felicità sconosciuta.

La partita giocata dalle Ragazze dell’OSG domenica 26 novembre sul campo delle LadySoccer, è iniziata in un modo atipico rispetto al solito. Il Mister Loris ha voluto leggere prima del riscaldamento una poesia dedicata alle vittime di femminicidio, momento che ha davvero toccato il cuore delle atlete che nel frattempo si disegnavano un segno rosso sullo zigomo, stando vicine tra loro in un abbraccio di vicinanza. I loro cuori per quei minuti battevano più lentamente, battevano insieme.

Il riscaldamento si è svolto in un clima particolare. Mentre le Ragazze eseguivano la rifinitura, anche sugli spalti i genitori volevano far sentire che c’erano, e tra un coro di incoraggiamento e l’altro anche loro segnavano di rosso il loro viso. E’ più che mai importante far sentire alle proprie figlie e figli che siamo con loro, che combattiamo le loro stesse battaglie, che siamo dalla loro parte, che vorremmo creare un mondo che sia buono, dove potranno coltivare le loro passioni, vivere il tempo con chi amano. Senza avere paura.

Devono saperlo, siamo lì con loro. Sempre!

Quando la partita sta per iniziare, l’arbitro chiede i 25 secondi di silenzio, le ragazze alzano le mani verso il cielo. E’ un gesto che il 25 e 25 novembre si sta compiendo su tutti i campi d’italia.

Le panchine, gli assistenti, le tifoserie con loro.

Sono 25 secondi che durano una eternità, molti visi sono commossi, le parole spese dal Mister rimbombano ancora nella mente di tutte le atlete.

La tensione sfocia in un applauso, verso chi non ce l’ha fatta, verso chi ha trovato il coraggio di denunciare, verso chi ne avrà ancora.

Ma dobbiamo fare qualcosa perché in futuro non debba più servire avere coraggio. Noi proviamo a farlo ogni giorno insegnando alle Ragazze ad amarsi e a credere in sé stesse, a capire che possono farcela da sole.

Dobbiamo rendere visibile questo fiume prima che si tinga nuovamente di rosso.

Poi il fischio per il calcio d’inizio, il primo tocco di palla, ritornano i sorrisi.

“..Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima…” (Cristina Torre Cáceres)

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